Les chauves-souris

1) "La voyant voler et avoir ailes, l'avons advouée oyseau"

Chauve-souris (Vespertilion) par Belon

"Long-temps y a qu'on a mis en doute, à sçavoir si la souri-chauve devoit estre mise au nombre des oyseaux ou au rang des animaux terrestres... La voyant voler et avoir aelles l'avons advouée oyseau...
Pline et Aristote aussi ont fait entendre qu'ils n'ont ignoré qu'elle allaicte ses petits de deux mammelles de sa poitrine, qui sont en elle comme en l'homme. Les latins l'ont nommée Vespertilio; Mais pour l'affinité que luy voyons avec une souris l'avons nommée chauvesouris... Sa principale pasture est de mouches."
(Pierre BELON, Histoire de la nature des oyseaux , Le Mans, MDLV)

Chauve-souris

2) SPALLANZANI (Giornale de' letterati tomo XCIII, anno 1794) (BN 32024-25)

Spallanzani décrit les expériences (cruelles) qu'il a faites sur les chauves-souris, montrant qu'elles n'utilisent pas la vue pour se déplacer.

Lettere sul volo dei pipistrelli acciecati :

"...ella sa essere opinione di alcuni Naturalisti, che le strigi in generale debbano piuttosto chiamarsi uccelli di crepuscolo che uccelli notturni, perchè secondo loro nelle fitte tenebre non ci debbon vedere. Questa opinione pero non è stata, a quel ch'io mi sapia, confermata da alcun fatto positivo. La strige Scops appresso noi è uccello di passagio, e all' Isole Eolie è stazionario. All' occasione che la scorsa estate io ne scriveva la storia e che per ordirla meglio io teneva appresso di me alcuni individui di questa specie, mi prese talento di osservare in loro, se reggeva la sopra esposta opinione : e trovai che si, avendo prove sicure, che questa strige nelle piene tenebre non vi vede, e vidi confermata l'istessa cosa in altre due strigi; flammea et passerina. Meditando su questa verita mi venne in pensiere di provare un altro animale notturno, voglio dire i Pipistrelli.

Ma qui ando diversamente la cosa : per quanto a nottetempo fosse oscurata una stanza, cosi che nè io, nè altri ci vedevano punto, i pipistrelli volavano liberamente sopra le nostre teste, senza mai urtare o nelle pareti, o nelle volta della stanza, o in altri corpi. Pensai adunque allora che quelle tenebre fossero soltano rispettive, cioè tali per rapporto a noi, diciamo anche alle strigi, ma non in riguardo dei pipistrelli, i quali non avrebbero potuto volare in tal guisa, secondochè giudicava allora, se qualche filo di luce non fosse entrato ne' loro occhj. Pensai d'impedire questo ingresso coll'obligar le palpebre a restar chiuse, mediante una pallina di vischio applicata ad esse palpebre, prima fatte chiudere, e calcata su di loro cosi che non solo l'occhio, ma anche uno spazietto all' intorno restava coperto dal vischio. Cio non pertanto i pipistrelli tanto di notte, quanto di giorno volavano cosi bene, e prendendo quelle direzioni in aria, e piegando all' occorrenza per non urtar mai, come appunto fanno quando sono veggenti. Allora mi determinai di passare all' experimentatum crucis, che fu quello di privarli degli occhj. Per far questo, o io obligava i bulbi degli occhj ad uscire della cassa, e quando erano interamente usciti, li tagliava con forbice, ed esaminando il bulbo reciso, vi trovava i suoi invogli, il cristallino bellissimo, e l'aqueo, la retina, ed una porzione del nervo ottico. Oppure un arroventato ferro da calze conficcava ne' loro bulbi, come fece Ulisse a Potifemo, e cosi struggeva tutto l'occhio. Era dunque sicurissimo di averli benissimo accecati. Pure crederebbe ? Con estrema mia sorpresa vidi, che o dentro una stanza, o all' aperto facevano volando tutti que' riflessivi movimenti, che eseguiscono quando sono ilesi : di modo che in compagna di un pipistrello accecato facendo volare un veggente, era impossibile il distinguere nel volo l' uno dall' altro... Diversi quadrupedi, ucelli, ambibj, pesci, insetti, a far breve quegli animali che hanno occhj sono stati da me sperimentati acciecandoli, ma privi del beneficio degli occhj operavan davero da ciechi.

Salta agli occhj il pensiere che qui qualche altro senso supplisca a quello della vista, segnatamente il tatto. Moltissime sono state le prove per vedere se questo per samento e fondato, ma i fatti che ho avuti, sono sempre stati per la negativa. Onde io fino al prensente opino, che sia qualche altro senso od organo che supplisca, del quale essendo noi privi, non potremo mai farne idea..."